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Aprirsi all'affido familiare, un percorso di orientamento e informazione

Al via sabato 20 gennaio a Fano (Pu) un percorso di orientamento e informazione sull'affido familiare, promosso da Ats n.6 e n.7, Av 1 - Distretto Sanitario Fano, le associazioni Famiglie per l'accoglienza Marche Onlus,  Comunità Papa Giovanni XXIII, Cante di Montevecchio onlus, "Marco Cardoni", Consultorio "La Famiglia", la Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola con l'Azione Cattolica. Da Famiglie per l'accoglienza riceviamo e pubblichiamo questo comunicato.

FANO (Pu) - L'esperienza dell'affido familiare è possibile per tutti e tutti possono farla. Un aspetto importante dell'affido familiare è la forte sinergia tra le diverse componenti come la famiglie di origine, la famiglia affidataria e i servizi sociali ai diversi livelli.

Proprio da questa sinergia e da questi rapporti, per far conoscere l'esperienza e far capire cosa comporta, 
ATS 6 - Comune capofila Comune Fano, Asur AV1 - Distretto Sanitario Fano,  Ats 7 - Comune Capofila Fossombrone, le associazioni Famiglie per l'accoglienza Marche Onlus,  Comunità Papa Giovanni XXIII, Cante di Montevecchio onlus, "Marco Cardoni", Consultorio "La Famiglia", la Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola e l'Azione Cattolica Italiana diocesi Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola propongono un percorso sull'affidamento familiare dal titolo "APRIRSI ALL'ACCOGLIENZA FAMILIARE UN'ESPERIENZA DI BENE PER TUTTI percorso di orientamento all'affido familiare", che vuole essere una proposta per famiglie e persone singole  interessate a conoscere cos'è l'Affido Familiare, per poter così eventualmente valutare la propria disponibilità.

Il percorso, composto di quattro incontri, si svolgerà a Fano presso l'aula Conferenze del Centro Pastorale Diocesano in via Roma n. 118, il sabato nei giorni:
20 gennaio, 17 febbraio, 3 marzo, 17 marzo 2018, dalle ore 16:30 alle ore 19:00.

Ma che cos'è l'affido? L'affido è un'esperienza straordinaria, in cui delle persone che vivono l'accoglienza nella loro famiglia, si aprono a condividerla con un "estraneo", con un minore che si trova a vivere nella sua famiglia in maniera non adeguata. Le famiglie affidatarie accettano che il bambino diventi parte della loro storia, dei loro legami, pur sapendo che questo sarà solo per un periodo e che lui ha una sua famiglia, con cui mantenere un legame e in cui ritornare. C'è una profonda gratuità in tutto questo, un abbraccio della persona e del suo futuro, senza possederli.

La famiglia, che accoglie, che fa l'affido, apre la sua vita e la sua casa, con tutta la sua storia, ad un "estraneo" che ha bisogno di un aiuto, l'aiuto di essere educato e sostenuto, ma al tempo stesso la famiglia impara una gratuità per il bene dell'altro, senza pretese e misure. Allora l'esperienza di gratuità può diventare la forma di ogni rapporto e fattore di novità nella realtà, che si diffonde, come testimonianza, da famiglia a famiglia per questo l'esperienza dell'affido familiare è possibile per tutti e tutti possono farla in tanti modi e forme di accoglienza.

Nella nostra zona ci sono esperienze di accoglienza e affido familiare: il percorso sarà accompagnato in particolare da famiglie, laici, e case famiglia dell' Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che hanno scelto di condividere la vita con i più piccoli, gli emarginati, una grande famiglia in cui chi viene accolto e amato si sente protagonista, e da famiglie e singole persone dell'Associazione Famiglie per l'Accoglienza che vivono come metodo la compagnia tra di loro, aiutandosi e sostenendosi nell'esperienza dell'affido familiare, dell'adozione, dell'accoglienza diurna di minori, nell'accoglienza di ragazzi diversamente abili, di anziani e nell'ospitalità temporanea di giovani e adulti.

fonte: Famiglie per l'accoglienza Marche onlus

programma dettagliato e contatti in allegato

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